I COMPETITORS

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novembre 19, 2012 di FridayEscapers

I competitors di Square su suolo americano sono numerosi e continuano a crescere.

GoPayment di Intuit, lanciato nel 2009, offriva sistema di lettura mobile per carte di credito con diversi modelli di fee.

Anche Verifone ha lanciato il proprio prodotto Sail con una linguetta che si aggancia sul retro dello smartphone, sempre basato sul modello del device vendibile “a scaffale” con due modelli di fee.

L’ultimo arrivato sul mercato è invece Paypal Here con un dispositivo stiloso di forma triangolare che, come Square, offre il device gratuitamente e non necessita la stipula di ulteriori contratti con payment processor (sul modello di quanto Paypal già fa nel mondo del commercio digitale). Paypal, a differenza di Square ha però optato per un modello che utilizza un’unica fee del 2,7% per tutti gli utenti registrati. Paypal ha già esportato la propria soluzione al di fuori degli Stati Uniti; in Australia, Canada, Hong Kong e Giappone.

Noti la differenca?

Ancora, attualmente c’è un altro competitor che offre esattamente i medesimi servizi di Square, permettendo quindi di pagare direttamente con il telefono “hands free” .

Si trova addirittura sul medesimo suolo californiano. Si tratta di Go Pago, start up fondata a S. Francisco. Rispetto a Square regala però una tavoletta Android con collegamento a un una wireless Verizon4G, da utilizzare esclusivamente per comprare con Go Pago.

Anche la Bank of America lancerà il suo nuovo servizoi di pagamento via telefono chiamato Mobile On Demand che permetterà ai negozianti di processare carte di credito dai telefoni Iphone, Ipad e Android.

Infine anche Amazon sarebbe intenzionato a entrare a breve nel settore dei pagamenti mobile.

È TechCrunch a riferire i dettagli di tale novità, comunque ancora non confermata dal gruppo di Jeff Bezos.

Il servizio dovrebbe chiamarsi Amazon Payments e sarebbe l’integrazione con MPS a fare la differenza: il produttore potrebbe offrire, secondo quanto trapelato, le seguenti tariffe:

Tariffe con tasse che partirebbero dall’1,9% e che, insomma, sarebbero più convenienti di quelle disponibili per i pagamenti con carta di credito.

Ciò dovrebbe aiutare la società a far optare i clienti per la propria soluzione: convenienza e notorietà di un marchio come quello di Amazon potrebbero essere la combinazione vincente per il successo del servizio, introducendo così un nuovo attore nel mercato dei pagamenti in mobilità.

In Italia?

In Italia è già attiva un’offerta di soluzioni di Mobile POS: Ingenico e Verifone hanno infatti già prodotti che trasformano i cellulari in POS, seppur di dimensioni elevate, con un modello di acquiring classico.

Esistono ancora però problematiche connesse all’implementazione di soluzioni di Mobile POS sul suolo italiano. La prima riguarda la scarsa cultura all’utilizzo della moneta elettronica da parte di consumatori ed esercenti anche collegata alla gestione del “nero”. La seconda consiste nella necessità che le soluzioni offerte al mercato italiano seguano anche lo stardard EMV, il cosiddetto “chip & pin”, che richiede una completa re-ingegnerizzazione del device con conseguente aumento di dimensioni.

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